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JEAN IPOUSTEGUY

eros+thanatos archivio mostre
Pubblicato il 17/09/2008
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INAUGURAZIONE SABATO 25 OTTOBRE 2007 ORE 17

comunicato stampa / communiqué de presse

 

 

LEGNANO

A PALAZZO LEONE DA PEREGO (MI)
DAL 25 OTTOBRE 2008 AL 1 FEBBRAIO 2009
LA PIU’ RICCA MOSTRA DEDICATA AL GRANDE SCULTORE FRANCESE
IPOUSTÉGUY (JEAN ROBERT)
DOPO LA SUA MORTE
 
 
 
 
 

Dal 25 ottobre 2008 al 1 febbraio 2009, nel Palazzo Leone da Perego a Legnano, si terrà la mostra dedicata a Jean Robert detto IPOUSTÉGUY, che si preannuncia come la più importante retrospettiva dedicata al grande scultore francese dalla sua scomparsa, e la prima mostra pubblica in Italia, forte di 45 sculture, 20 disegni e del ciclo pittorico dedicato alla morte del Papa/padre.

 

L’esposizione dal titolo Eros + Thanatos è organizzata dalla città di Legnano con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, del Consolato Generale di Francia a Milano, ed è curata da Flavio Arensi (direttore di Palazzo Leone da Perego) e Pascal Odille, il più autorevole studioso di Ipoustéguy, in collaborazione con Alberto Buffetti.

L’iniziativa fa parte della nuova edizione di SALe (Spazi d’Arte a Legnano), il progetto di riqualificazione degli spazi espositivi cittadini attraverso eventi di qualità. A novembre, si affiancheranno a Iposteguy, le mostre di Carol Rama e di Francesco Albano, entrambe allestite al Castello di San Giorgio.

 

L’appuntamento di Legnano costituisce un’importante occasione per conoscere l’opera di uno dei più grandi scultori del Novecento, che lavorò molto in Italia riscontrando il favore di critici come Luigi Carluccio, Franco Solmi e Mario De Micheli.

Benché non sia mai stata fatta prima d’oggi una mostra pubblica, Ipoustéguy fu presentato nel nostro paese con una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia del 1964 e, successivamente, con una serie di monografiche - a cavallo degli anni Settanta - nelle principali gallerie che trattavano l’arte figurativa: Galatea di Torino, Forni di Bologna, Il Gabbiano di Roma.

 

Ipoustéguy, senza dubbio un grande innovatore del linguaggio scultoreo tanto da essere presente nei principali musei del mondo, in Italia influenzò autori del calibro di Perez, Bodini, Vangi, grazie alla sua capacità di unire la grande tradizione francese ai più moderni stimoli culturali: Inoltre, avendo per anni lavorato a Carrara, egli impose il suo linguaggio dirompente a molti autori che in Toscana cercavano nel marmo una strada espressiva convincente.

Autore di grandi opere monumentali, fu artefice della più grande istallazione scultorea del XX secolo (Homme costruit sa ville, Berlino), alta quasi sette metri, lunga 20 e larga 4,5.

 

La mostra, che si concentra sulle due principali tematiche del maestro, l’eros e la morte, raccoglie un ampio numero di sculture, alcune delle quali fra i suoi capolavori più famosi, come Casque fendu, 1956, La Terre, 1962, Homme passant la porte, 1966, Naissance, 1968, Erose en sommeil, 1975, Scène comique de la vie moderne, 1976, fino alle ultime nature morte degli anni Novanta. Le opere analizzano un ampio periodo temporale, dal 1948 fino 1997, nel dialogo costante fra scultura-disegno e pittura; non si deve infatti dimenticare che la carriera dell’artista iniziò proprio all’insegna del disegno. Ai lavori scultorei degli anni Sessanta presentati alla Biennale di Venezia fa eco l’importante serie pittorica dedicata alla morte del padre, mai prima d’ora mai esposta in Italia.

 

“L’omaggio della città di Legnano a Ipoustéguy – sottolinea il Sindaco Lorenzo Vitali - è il primo nel mondo dopo la scomparsa dell’artista avvenuta nel 2006, nonché la prima personale pubblica italiana. Questo intende dimostrare, ancora una volta, la nostra attenzione nel valorizzare quegli artisti che hanno segnato il tempo presente, senza tuttavia per forza ricorrere ai nomi più abusati del panorama internazionale come nel caso della mostra appena conclusa dedicata a Leonardo Cremonini, o in passato con Congdon, Ferroni, Kollwitz, Rustin, Varlin. Da anni, la città di Legnano si sta dimostrando un punto di riferimento per tutti quegli appassionati che vogliono andare oltre la moda del momento, proponendosi come alternativa forte ad altri spazi, magari più conosciuti, ma molto legati alle logiche dell’arte più commerciale”.

 

L’occasione ha permesso di ritrovare e pubblicare alcuni stralci autobiografici del maestro francese, riportati in catalogo (edito da Allemandi/Alberto Buffetti Arte), nonché di recuperare i testi di Luigi Carluccio e Franco Solmi, i primi due studiosi italiani ad occuparsi del maestro francese sul finire degli anni Sessanta.

 
Cenni biografici

Jean Robert (detto Ipoustéguy, dal cognome materno) è nato a Dun-sur-Meuse (Francia) il 6 gennaio del 1920. Trasferitosi nella capitale con la famiglia, nel 1938 si iscrive ai corsi serali istituiti dalla città di Parigi. È il professore Robert Lesbounit a fargli scoprire i maestri della letteratura francese, il Louvre, dove incontra le grandi sculture classiche ma anche Rodin, mentre il gallerista Rosemberg lo introduce al lavoro di Picasso. Nel 1939, durante l’armistizio, è mobilitato a Dijion e soggiorna al campo giovanile di Chartrousette, nel convento de La Grande Chertreuse di Isère, realizzando la sua prima grande scultura in terra cruda e pietra (Pietà), benché in quel periodo sia più interessato al disegno. Rientra a Parigi nel 1941, riprendendo i corsi serali di Lesbounit, ma per fuggire al S.T.O. (il servizio di lavoro obbligatorio imposto dai nazisti), parte clandestinamente per il Sud-Ovest del paese e si fa assumere come manovale in una base militare a Bourdeaux (questo periodo è sintetizzato nell’opera Discours sur Mistra, 1966).

Nel 1946 beneficia di un rinvio militare e Lesbounit ne approfitta per iscriverlo al Concours Général, dove vince il primo premio nella sezione del disegno. Nel 1947 incomincia a dedicarsi alla scultura e nel frattempo, per mantenersi, insegna disegno alla scuola d’Issy-les-Moulineaux.

Nel 1948 l’artista si stabilisce nell’atelier di ceramica Le Noble, a Choisy-le-Roi, dove vive e lavora fino alla morte. Qui nascono le prime sculture sul principio della fusione di materiali differenti, in particolare il gesso e il cemento. Nel 1951 partecipa alla prima mostra collettiva, insieme agli allievi del prof. Lesbounit, cui seguono il “salon” dei Jeune sculpture e dei Réalistés nouvelles. Il celebre mercante Kahnweiler si interessa al suo lavoro e per tutto il 1952 Ipoustéguy gli presenta disegni e gouaches di sapore quasi astratto. Di questo periodo è lo studio dell’opera dello scultore inglese Henry Moore.

Nel 1953 firma la sua prima scultura importante, Croiseur Aurore. Nel 1958 con Casque fendu, afferma d’aver “distrutto l’uomo di Brancusi”, come gesto simbolico di rottura con l’astrazione. Un anno più tardi viene riconosciuto ufficialmente scultore e il suo nome è inserito in due enciclopedie della scultura contemporanea.

Nel 1962, contattato dalla Galerie Bernard di Parigi, organizza la sua prima mostra personale; la collaborazione continua fino al 1982. Lo stesso anno lascia l’insegnamento e parte per un viaggio in Grecia, da cui torna con nuovi progetti e un più attento studio della figura umana, che sarà poi rappresentato da uno dei suoi capolavori, Homme passant la porte. Nel 1964 è presente con una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia. Inizia la collaborazione con lo studio Nicoli di Carrara, dove torna a lavorare periodicamente per una decina di anni. Dalla scoperta del marmo deriverà un nuovo potente periodo espressivo che comincia con Agonie de la mère, del 1967, e con la straordinaria istallazione Mort du père, ora al Museo Victoria di Melbourne (Australia).

Nel 1968 Luigi Carluccio presenta una personale alla Galleria Galatea di Torino, cui seguono nel 1971, con presentazione di Franco Solmi, le personali alla Galleria Forni di Bologna, al Gabbiano di Roma e al Centro d’arte di Palermo. Sono le uniche personali che l’artista farà in Italia, mentre diverse saranno le partecipazioni a progetti collettivi.

Nel 1971, all’età di dieci anni, muore la figlia Céline. Questo dramma famigliare è fermato nell’opera Scène comique de la vie moderne (1976). Nel 1975 allo scultore è richiesto di celebrare la memoria di John Neumann, primo ecclesiastico statunitense canonizzato, con una scultura in cui unirà marmo e bronzo. L’opera, rifiutata dalla committenza è stata donata dall’autore alla sua città natale. Stessa sorte capita nel 1977 alla scultura Val de Grâce, commissionata dalle autorità militari francesi e poi respinta, tuttavia istallata all’interno di una struttura ospedaliera sette anni dopo. Nel medesimo anno gli viene assegnato il Grand Prix National des Art et Lettres dal Ministro della Cultura e dell’Ambiente francese, Michel d’Ornano.

Del 1978 è la prima retrospettiva, organizzata da Michel Tronche a Parigi. Nel 1979 una grande mostra è organizzata dalla Kunsthalle di Berlino, diretta da Diter Ruckhaberle. Per l’occasione la città di Berlino gli commissiona un’opera per il Centro congressi, L’homme costruit sa ville, la scultura più grande del XX secolo.

Negli anni Ottanta il tema della figura femminile diventa uno dei suoi preferiti. Nel 1982 Discours sous Mistra è posizionato in un luogo pubblico, a Chambéry-le-Huat, nel liceo cittadino. Lo stesso anno, Parigi gli dedica una retrospettiva al Musée d’art moderne, e l’Ambasciata di Francia a Washington installa l’opera À lumière de chacun per celebrare il bicentenario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Nella seconda metà degli anni Ottanta, Ipoustéguy inizia a lavorare a una poetica delle piccole cose: i frutti, le nature morte compaiono in composizioni che tengono conto anche del linguaggio astratto. Nel 1988 è insignito della Medaglia dell’Académie d’architecture e, su invito del presidente Mitterand, realizza un monumento dedicato al poeta Rimbaud, collocato in piazza Teilhard-de-Chardin (XI Arrondissement) a Parigi. Nel 1989, invece, in omaggio del bicentenario della Rivoluzione francese, realizza una grande opera ( À la santè de la révolution)  per il distretto di Bagnolet, alle porte della capitale.

Ancora la Kunstahalle di Berlino, nel 1992, organizza una retrospettiva. Nel 1998 è la volta di una grande mostra a Bar-le-Duc, e nel 1999 a Chelsea, in Inghilterra, organizzata dalla Società reale britannica degli scultori.

Nel 2001 esce il catalogo ragionato dell’opera dello scultore, che raccoglie 612 opere, dal 1938 al 2000. Gli ultimi anni, trascorsi nel ritiro di Doulcon (Meuse), sono dedicati soprattutto alla scrittura. Ipoustéguy muore nel febbraio 2006.

 

Legnano (MI), settembre 2008

 
 
 
 
 
IPOUSTÉGUY
Eros+Thanatos

Legnano, Palazzo Leone da Perego (via Gilardelli, 10)

25 ottobre 2008 – 1 febbraio 2009

Orario: da martedì a venerdì 16.30-19.00; sabato 16.00-19.30; domenica e festivi 10.00-13.00/15-19.30; chiuso lunedì

Ingresso libero

Catalogo Allemandi, Alberto Buffetti Arte
 
 
Le scuole e i gruppi potranno visitare la mostra a Palazzo Leone da Perego anche la mattina,
previa prenotazione al numero 0331 471335
 
 

Per informazioni: tel. 0331 471335

 

 

Ufficio Stampa
 
CLP Relazioni Pubbliche

Tel. 02.433403 – 02.36571438; Fax 02.4813841

 

Comunicato e immagini suwww.clponline.it

 
 
Elisabetta Benetti - Comune di Legnano
Tel. 0331.471244

LEGNANO

AU PALAIS LEONE DE PEREGO (MI)

DU 25 OCTOBRE AU 1° FÉVRIER 2009

LA PLUS RICHE EXPOSITION DÉDIÉE AU GRAND SCULPTEUR FRANÇAIS.

IPOUSTÉGUY (JEAN ROBERT)
APRÉS SA MORT
 
 
 
 
 

Du 25 Octobre 2008 au 1 février 2009 au Palais Leone de Perego à Legnano, aura lieu l’exposition consacrée à Jean Robert dìt IPOUSTÉGUY, qui s’annonce comme la plus importante rétrospective du grand sculpteur français depuis sa mort. Pour cette première exposition publique en Italie, elle compte pas moins de 45 sculptures,ainsi que des tableaux et de nombreux dessins.

 

L’exposition, intitulée EROS + Thanatos est organisée par la ville de Legnano avec le patronage de la Région Lombardie, de la Province de Milan et du Consulat général de France à Milan. Elle a été conçue et mise en place par Flavio Arensi (directeur du Palais Leone de Perego) et Pascal Odille, l’expert d’ Ipoustéguy, en collaboration avec Alberto Buffetti.

Cette exposition s’inscrit parfaitement dans l’exigence de cet espace culturel d’exception qu’est là S.A.Le (Spazi d’Arte à Legnano) où l’architecture du lieu sert d’écrin à des évènements de qualité ayant pour thème commun la réflexion de l’homme et sa relation au monde.

Notons qu’en novembre, auront lieu au Château de San Giorgio à Legnano également les expositions de Carol Rama et Francesco Albano.

 

Ce nouveau rendez-vous de Legnano est une occasion importante pour découvrir ou redécouvrir l’œuvre d’un des plus grands sculpteurs du XXe siècle.

Bien qu’ayant travaillé à de nombreuses reprises en Italie, à Carrare, et qu’ayant reçu les éloges de critiques italiens aussi connus que Luigi Carluccio, Franco Solmi ou encore Mario De Micheli, Ipoustéguy n’avait jusqu’à présent jamais eu d’exposition publique dans notre pays si l’on excepte celle présentée à la XXXIIe Biennale de Venise en 1964 ou il avait sa propre salle ainsi que dans les années 70 celles proposées par les principales galeries d’art figuratif : Galatea de Turin, Forni de Bologne, Gabbiano de Rome.

 

Ipoustéguy, est sans doute l’un des plus grand innovateur du langage de la sculpture moderne. Il est exposé dans les grands musées du monde. Sa capacité d’unir la grande tradition française aux exigences créatives les plus modernes lui a permis de trouver un langage sculptural nouveau et personnel qui n’a pas été sans influencé bon nombre d’artistes comme par exemple en Italie Perez, Bodini et Vangi, grậce. Sa présence à Carrare ou il a su trouver à travers la sculpture du marbre sa propre voie expressive est sans doute également une des sources de cette influence. Il est l’auteur d’œuvres monumentales, tel la plus grande sculpture du XXem siècle, installée à Berlin, Homme construit sa ville, longue de 20 mètres et haute de 7.

 

L’exposition de Legnano couvre une grande période avec des œuvres allant de 1948 à 1997. Elle a été organisé autour de la thématique Eros et Thanatos, très présente dans son œuvre. Elle rassemble un grand nombre de sculptures dont des chefs d’œuvres parmi les plus connus de l’artiste comme : Casque fendu, 1956 ; La Terre, 1962 ; Hommes passant la porte, 1966 ; Naissanse, 1968 ; Erose en sommeil, 1975 ; Scène comique de la vie moderne, 1976, mais aussi des dessins, des peintures et des aquarelles réalisées plus tardivement.

On pourra à travers ces œuvres repérer le lien essentiel pour l’artiste entre le dessin (qu’il a d’abord enseigné au début de sa carrière ) et la sculpture. On découvrira également avec intérêt une importante série de peintures dédiées à la mort du pape Jean XXIII, jamais exposées jusqu’ici en Italie.

 

“L’hommage de la ville de Legnano à Ipoustéguy – souligne Lorenzo Vitali – est le premier au monde après le décès de l’artiste en 2006.

Ceci démontre encore une fois notre souci particulier de valoriser des artistes qui, même si ils ne sont plus forcément les plus connus du grand public, ont véritablement marqué notre époque et l’histoire de l’art. Ce fut le cas de la dernière exposition en date, consacrée à Leonardo Cremonini, comme précédemment celle de : Congdon, Ferroni, Kollwitz, Rustin, Varlin.

Ainsi, depuis maintenant plusieurs années, la ville de Legnano loin des effets de mode et des dictats du marché de l’art, se propose d’offrir un espace artistique original et d’exception.

 
 

Signalons que cette manifestation artistique a été aussi l’occasion de publier un important catalogue aux éditions : Allemandi/Alberto Buffetti Arte. À côté des reproductions des œuvres, on trouvera des extraits autobiographiques de l’artiste ( qui fut aussi un écrivain) ainsi que des textes des critiques d’art italiens, Luigi Carluccio et Franco Solmi qui se sont intéressés à l’œuvre du maître français vers la fin des années soixante.

 
 
 

Notice biographique

 

Jean Robert (dit Ipoustéguy, nom maternel) est né à Dun-sur-Meuse (France) le 6 janvier 1920. Etabli dans la capitale avec sa famille en 1938, il s’inscrit aux cours du soir donnés par la ville de Paris. Le professeur Robert Lesbounit, lui fait découvrir les maîtres de la littérature française, le Louvre, où il découvre les grandes sculptures classiques mais aussi Rodin. Le galeriste Rosemberg, lui fait connaître les oeuvres de Picasso. En 1939, durant l’armistice, il est en mobilisation a Dijon et séjourne au camp des jeûnes de Chartrousette, dans le couvent de la Grande Chartreuse d’Isère, réalisant ainsi sa première grande sculpture en terre, crû et pierre (Pìetà), même si à cette époque il était plus intéressé au dessin. Il rentre à Paris en 1941, et reprend les cours du soir de Lesbounit. Pour fuir le S.T.O. (le travail obligatoire impose par les nazis), il part comme clandestin pour le Sud-Ouest du pays et se fait embaucher comme manoeuvre dans une base militaire à Bordeaux (cette période a été synthétisée dans l’oeuvre Discours sur Mistra, 1966).

En 1946 il bénéficie d’un renvoi militaire et Lesbounit en profite pour l’inscrire au Concours Général, où il gagnera le premier prix dans la section dessin. En 1947 il se dédie à la sculpture et en même temps pour subvenir à ses besoins, il enseigne le dessin à Issy-les-Moulineaux.

En 1948 l’artiste s’établit dans l’atelier de céramique Le Noble, à Choisy-le-Roi, où il vit et travaille jusqu’à sa mort. Ici naissent les premières sculptures sur le principe de fusion de différents matériaux, en particulier le plâtre et le ciment. En 1951 il participe à la première exposition collective, avec les élèvent du prof. Lesbounit, auquel suivent le “salon” des Jeunes sculptures et des Réalistes nouvelles. Le célèbre marchant Kahnweiler s’intéresse à son travail et pendant l’année 1952 Ipoustéguy lui présente dessins et gouaches sur papier proche de l’abstraction.

A cette époque il découvrir l’œuvre du sculpteur anglais Moore.

En 1953 il signe sa première sculpture importante, Croiseur Aurore. En 1958 avec Casque fendu, il affirme avoir “détruit l’oeuf de Brancusi”, à travers ce geste symbolique de rupture avec l’abstraction.Une année plus tard il devient officiellement sculpteur et son nom est introduit dans deux encyclopédies de sculpture contemporaine.

En 1962, il est contacté par la Galerie Bernard de Paris, il organise sa première exposition personnelle, la collaboration continue jusqu’en 1982. La même année il arrête d’enseigner et part pour un voyage en Grèce,. Il en rentre avec de nouveaux projets et la volonté d’étudier à nouveau la figure humaine. un de ces chef-d’oeuvres, La terre marque l’évolution de son nouveau travail. En 1964 il a sa propre salle à la XXXII Biennale de Venise.

Il travaillera une dizaine d’années avec les ateliers Nicoli de Carrare. À travers le travail du marbre, il trouvera de nouveaux moyens expressifs. L’ Agonie de la mère, en 1967, et la magnifique installation de la Mort du père, exposé au Musée Victoria de Melbourne (Australie) en sont les parfaits exemples.

En 1968 Luigi Carluccio présente ses oeuvres à la Galerie Galatea de Turin, il sera suivi en 1971 par Franco Solmi. Suivront les expositions individuelles à la Galerie Forni de Bologne, au Gabbiano de Rome et au Centre d’Art de Palerme. Ce sont les uniques expositions individuelles que l’artiste fera en Italie.

1971 sera l’année de la disparition de sa fille Céline. Scène comique de la vie moderne (1976) est un hommage à la disparition de celle-ci. En 1975, on demande au sculpteur de célébrer la mémoire de John Neumann, le premier ecclésiastique américain a avoir été canonisé, cette sculpture mélangera le marbre et le bronze. L’oeuvre refusée par ses commanditaires fut donnée par l’auteur à sa ville natale. Michel d’Ornano, Ministre de la Culture et de l’environnement français la même année lui donnera le Grand Prix National des Art et lettres. 

En 1978 la première rétrospective est organisée par Michel Tronche à Paris. En 1979 une grande exposition est organisée par la Kunsthalle de Berlin, sous la direction de Diter Ruckhaberle. En cette occasion la ville de Berlin commande une oeuvre pour le centre congrès, L’Homme construit sa ville, la plus grande sculpture du XX siècle.

Pendant les années quatre-vingt le sujet sur la figure féminine s’impose. En 1982 Discours sous Mistra est installé dans un lieu public, à Chambéry-le-Haut, l’école supérieure de la ville. La même année Paris lui dédie une rétrospective au Musée d’art moderne, et l’Ambassade de France à Washington installe l’oeuvre “À lumière de chacun” pour célébrer le bicentenaire de l’indépendance des Etats-Unis.

Dans la deuxième moitié des années quatre-vingt, Ipoustéguy commence à travailler à de petites choses (poétiques): les fruits, la nature morte apparaissent en composition et tiennent compte du langage abstrait. En 1988, il reçoit la Médaille de l’Académie d’architecture, il est invité par le président Mittérand à réaliser un monument dédié au poète Rimbaud,installé face à l’Arsenal de Paris dans le 4e arrondissement. En 1989, pour rendre hommage au bicentenaire de la Révolution française, il réalise une grande oeuvre (À la santé de la révolution) pour le parc de Bagnolet, aux portes de la capitale.

En 1992 la Kunsthalle de Berlin organise une rétrospective. En 1998 il aura sa première rétrospective dans sa région d’origine à Bar-le-Duc et en 1999 à Chelsea, en Angleterre, organisée par la Société royale anglaise des sculpteurs.

Le catalogue raisonné des oeuvres du sculpteur sera publié en 2001, il rassemble 612 oeuvres, de 1938 à 2000. Les dernières années passées en retrait à Doulcon (Meuse), seront dédiées surtout à l’écriture.

En Février 2006 Ipoustéguy décèdera.  

 
Legnano (MI), Septembre 2008
 
 
 
 
 
 
IPOUSTÉGUY
Eros+Thanatos

Legnano, Palais Leone de Perego (via Gilardelli, 10)

25 octobre 2008 – 1er février 2009

Horaire: du mardi au vendredi 16.30-19.00; samedi 16.00-19.30; dimanche et jours fèriés 10.00-13.00/15.00-19.30; lundi fermé

Entrée libre
Catalogue Allemandi, Alberto Buffetti Arte
 
 

Les écoles e les groupes peuvent voir l’exposition au Palais aussi le matin en réservant au n° 0331471335

 

Pour information: tel. 0331471335

www.spaziartelegnano.com
 
 
 
Presse
CLP Relazioni Pubbliche

Tel. 02433403 – 02.36571438; Fax 02.4813841

 
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Elisabetta Benetti – Comune de Legnano

Tel. 0331.471244

   

 

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