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MATTA

L'entrée est a la sortie (1950-2000) archivio mostre
Pubblicato il 24/10/2009
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news

In allegato il catalogo della mostra (pdf testi)

 

Orari:  dal mercoledi al venerdi, 15.30-19.30;
sabato, domenica, festivi, 10.00-13.00 - 15.30-19.30;
chiuso lunedi e martedì
Martedì 8 dicembre, apertura festiva
Natale e Capodanno: chiuso

Ingresso: intero, € 5,00; ridotto, € 3,00 (over 65, under 25, soci TCI, gruppi); ingresso gratuito i mercoledì feriali

Cataloghi: Edizioni Allemandi & C.

Il biglietto di ingresso consente l’accesso a tutte tre le mostre e può essere utilizzato in giorni diversi.

Visite guidate: Per gruppi: € 70,00 (più ingresso ridotto € 3,00 cad.); Per gruppi scolastici: € 55,00 (più ingresso ridotto € 3,00 cad.). Durata della visita 60 minuti circa. Prenotazione obbligatoria – tel. 02.45487400 (Opera d’arte)

Per informazioni: tel. 0331 471335 - www.spaziartelegnano.com
 

 

fino al 10 gennaio 2010

SALe - SPAZI ARTE LEGNANO

RITORNA CON TRE NUOVI APPUNTAMENTI ESPOSITIVI

 

 

ALIGI SASSU. Uomini rossi (opere 1929-1934) 

SEBASTIAN MATTA. L'entrée est à la sortie (opere 1950-2000)

 ENRICO SAVI. Luoghi dell’immaginario

 

 

Si è aperta il 24 ottobre, la sessione espositiva autunnale di SALe – Spazi Arte Legnano, il progetto organizzato dall'Assessorato alla Cultura della Città di Legnano, e diretto da Flavio Arensi, che si propone l’obiettivo di riqualificare gli spazi espositivi cittadini attraverso eventi di qualità.

 

Al Castello visconteo è programmata la personale di ALIGI SASSU, intitolata Uomini rossi proporrà oltre cento disegni inediti del grande maestro milanese (1912-2000). A ottant'anni dalla loro realizzazione verrà esposto un corpo considerevole degli Uomini rossi, il ciclo pittorico più importante di Sassu, che mette in crisi la visione novecentista dell'uomo e, nel contempo, ricerca le radici della sua identità. I disegni esposti (e catalogati nell'ampio volume edito da Allemandi, a 30 anni dal grande libro omonimo di Raffaele Carrieri) sono stati realizzati fra il 1929 e il 1934 da un pittore diciassettenne appena uscito dall'infatuazione futurista (partecipa alla Biennale di Venezia col gruppo di Marinetti nel 1928). Considerabili un prodromo della Transavanguardia, queste opere segnano un momento di grande forza nella carriera di Sassu, ma anche uno dei più interessanti risultati artistici dell'epoca. La mostra è curata da curata da Flavio Arensi e Gabriele Francesco Sassone, in collaborazione con Vicente Urbina Sassu della Fondazione Aligi e Helenita Sassu (Mallorca - Milano).

 

Nel catalogo Allmandi testi di Flavio Arensi, Raffaele Carriere, Gabriele Francesco Sassone e Aligi Sassu.

Negli spazi di Palazzo Leone da Perego invece è previsto un omaggio al pittore cileno SEBASTIAN MATTA dal titoloL'entrée est à la sortie (1950-2000), che presenterà venti sculture e trenta dipinti di grande dimensione, molti dei quali inediti, in grado di raccontare l'intero percorso artistico del maestro, dagli anni cinquanta fino al 2000. Curata da Flavio Arensi e Alberto Zanchetta, da un progetto di Germana Ferrari Matta, l’esposizione mette in luce le diverse tematiche dell'opera dell'artista cileno (1911-2002), proponendo sale tematiche ma anche costruendo suggestioni di immagini e colori.

Nel catalogo Allemandi testi di Alberto Zanchetta, Davide Pairone, Gabriele Francesco Sassone.

Una delle peculiarità di SALe è quella di promuovere figure di giovani artisti. È questo il caso del fotografo milanese ENRICO SAVI (1976) che presenterà diciotto immagini nella mostra dal titolo Luoghi dell’immaginario, curata da Flavio Arensi e Laura Luppi, che ruotano attorno a tre temi principali: Alberi, Cantieri e De-costruzioni. Gli scatti riprodotti su supporti di diverso formato sono ottenuti grazie a una particolare tecnica che l’artista adatta a una macchina fotografica interamente di plastica, Holga, donando allo spettatore un’insolita percezione della realtà. Nel catalogo edito da Allemandi in prefazione i testi di Laura Luppi, Flavio Albanese, direttore della rivista Domus e di Italo Zannier, il padre della critica fotografica italiana.

 

 

Legnano, ottobre 2009

 

 Per informazioni: tel. 0331 471335 - www.spaziartelegnano.com
 
Ufficio Stampa
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Tel. 02.433403 – 02.36571438; Fax 02.4813841
Comunicato e immagini su www.clponline.it
 
Elisabetta Benetti - Città di Legnano
Tel. 0331.471244 comunicazioni@legnano.org

 

 

Roberto Sebastian Matta Echaurren (Santiago del Cile, 1911 – Civitavecchia, 23 novembre 2002) è stato un architetto e pittore cileno.

Nato in Cile, 11-11-1911, dopo gli studi in architettura, nel 1934 si trasferisce a Parigi dove lavora con Le Corbusier ed entra in contatto con intellettuali come Rafael Alberti e Federico García Lorca. Conosce André Breton e Salvador Dalí e aderisce al Surrealismo elaborando una pittura incentrata su morfologie psicologiche.

È costantemente in movimento, dalla Scandinavia dove conosce Alvar Aalto a Londra per Henry Moore, Roland Penrose e René Magritte.

Su richiesta di Salvador Dalí va a trovare André Breton che lo dichiara surrealista. Di lui, nel 1944, André breton scrive: «Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco».

All'inizio della Seconda guerra mondiale fugge a New York assieme a molti altri artisti d'avanguardia. Qui esercita una decisiva influenza su alcuni giovani artisti come Jackson Pollock e Arshile Gorky. Viene allontanato dal gruppo surrealista (in cui successivamente fu riammesso), accusato di aver indirettamente provocato il suicidio di Gorky a causa della sua relazione con la moglie dell'amico pittore armeno.

Trasferitosi a Roma nel 1949 diventerà un importante punto di raccordo tra l'espressionismo astratto e il nascente astrattismo italiano.

Lasciata Roma nel 1954, si trasferisce a Parigi, mantenendo uno stretto legame con l'Italia. Dagli anni Sessanta elegge Tarquinia come sua residenza parallela stabilendosi in un ex convento dei frati Passionisti, dove è tuttora tumulato.

Tra il 1974 e il 1976 progetta e costruisce, con il pittore e scultore Bruno Elisei, l'Autoapocalipse, una casa edificata riciclando vecchie automobili, come provocazione contro il consumismo. I primi due moduli vengono esposti per la prima volta a Tarquinia (Chiesa di S. Maria in Castello) ed a Napoli (Campi Flegrei), poi ultimata (tre moduli) viene esposta a Bologna Galleria d'arte moderna), Terni (piazza del Comune), La Spezia (centro Allende), Firenze (rampe di San Niccolò-Forte Belvedere).

Nel 1985 il Centre Georges Pompidou di Parigi gli dedica una grande retrospettiva.

Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo (Londra, New York, Venezia, Chicago, Roma, Washington, Parigi, Tokyo).

 

 

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